Imparare a Difendersi, per persone Sensibili.

Buonasera, come state?

Stasera, avevo bisogno di scrivere un po’ sul blog perché mi sento un po’ giù di morale.

In questo periodo, sto facendo tanto, con lo studio (mi sono iscritta alla specialistica), con il lavoro (ho appena concluso, un po’ in anticipo, un’esperienza lavorativa presso La Rinascente). Sul piano amoroso, inizio lentamente a capire cosa sia meglio per me.

Ma ancora, i passi da fare, sono tanti.

Sapete, sono una timida e insicura cronica, e quindi ogni giorno “combatto” per superare queste paure.

Per tanto, tantissimo tempo, mi sono chiesta, cosa di base mi rendesse insicura. Vi faccio un esempio.

E’ da una settimana che sono chiusa in casa per via dell’influenza, come se non bastasse, oggi è arrivato anche il ciclo. Il mio medico, tanto per aggiungerne un’altra, è andato in pensione e allora ieri, con tutto che stavo male, mi sono preparata e mi sono fatta accompagnare da papà alla guardia medica. Dopo ore di attesa, tocca a me, mi faccio prescrivere tutto ciò che serve. Ma prima di entrare, mio papà dalla macchina vede l’enorme fila che c’è all’interno e sbotta “Ah, guarda che fila! Torneremo a casa stanotte! La guardia medica è solo per casi gravi, Laura, tu non sei grave!”.

Lì per lì, lo potete immaginare se siete persone capaci di immedesimarvi, mi ha colto un senso di inadeguatezza e di colpa, come se io sbagliassi sempre e pretendessi troppo dai miei!

Ma era da una settimana che ero chiusa in casa, e non per mia scelta, ma perché continuavo a stare male, andare alla guardia medica era il minimo! Scendo dall’auto, e mi avvio alla porta d’ingresso. Vedo la lunga fila dentro e mi dico “Forse sì, ora entro, in grado di reggermi sebbene stia male, sulle mie gambe, magari faccio una figuraccia, avrà ragione papà”. Ma ho anche pensato “Ma tu stai male, mica te lo stai inventando. Entra, e vedi se davvero ci sono casi gravi”.

Sono entrata, e inutile dirvi quanto mio padre si sbagliasse. C’erano persone che erano più o meno nelle mie condizioni, e alcuni che a momenti non avevano nulla. Forse quella che stava peggio, ero io!

Che cosa mi ha fatto capire questa cosa?

Che mio papà ha i suoi pensieri, le sue idee, circa come funzionino le cose nella vita, ma non deve scaricarli su di me, anzi, deve tenerli ben lontani e non inquinarmi. E io, con molta, moltissima pazienza, fare poco affidamento su di lui, sbrigarmela da sola, e fare di testa mia.

Alla fine, oggi mi sento leggermente meglio, perché sto seguendo la cura.

Ma resto un po’ amareggiata.

A volte, vorrei genitori più comprensivi, che non mi creino problemi inesistenti solo perché si scocciano e vogliono pensare ai fatti loro.

Vorrei che mio papà cambiasse, e imparasse a rispettarmi e ad avere più fiducia e maggiore pazienza nei miei confronti e della vita.

Ma io non lo so se le persone siano capaci di cambiare.

Mentre ero lì ad aspettare, con a fianco mio papà spazientito, c’è stato un momento in cui, mi sono abbassata, con le mani tra la testa, a coprire le orecchie, e ho chiuso gli occhi. Volevo dormire, riposarmi, estraniarmi dal mondo.

Non so mio papà cosa abbia pensato in quel momento. Io spero, ad imparare da sua figlia, ad avere maggiore pazienza. Non c’era nessuno all’interno della fila che scalciasse e volesse andarsene come mio padre. E questo mi ha ricordato come tenda a trovarmi ragazzi come lui, che scalciano, vogliono andarsene, che non hanno pazienza. In poche parole, che non sono maturati abbastanza da diventare uomini. Perché diventare adulti, è anche sofferenza, è anche avere pazienza, è anche saper aspettare mentre ti invade e ti pervade quella sensazione che tutto scorra, che tutto il mondo vada avanti perfettamente, e che tu resti indietro, senza uno scopo, senza una direzione, anzi, come se tu fossi inceppato e rotto e non funzionassi più. Ma non è mai così.

Mio papà alla fine ha aspettato, e io ho chiuso gli occhi. Non so cosa gli sia passato per la testa in quel momento. Io pensavo alla scena di Lorelai di Una mamma per amica. Quando a 16 anni, le si erano rotte le acque ed era andata in ospedale da sola, perché sapeva che i suoi sarebbero stati di intralcio anche in quel momento, un po’ come i miei. Che parlano, ma non sanno ascoltarmi.

Insomma, stasera, amiche/amici, avevo un grosso bisogno di sfogarmi, lo capite. A volte, penso la vita sia ingiusta con me.

Ma ieri sera, tornata a casa, ho spento il telefono perché nessuno poteva/può fare nulla per me, come io per me stessa. A volte mi penso, e sono come lo sciroppo per la tosse datomi dalla dottoressa della guardia medica. Dolce, al miele, quando voglio so darmi una mano, so lenire i miei problemi e malanni. Così mi sono detta, cosa avrebbe potuto farmi stare meglio. Ho visto un film ieri sera, “Alla ricerca della felicità” con Will Smith. Sì, è vecchio, ma io non l’avevo mai visto.

Non lo so, mi è stato di aiuto. Will era come me, pieno di problemi, in perenne lotta con la vita, come me in questo periodo. Se vogliamo, i miei sono problemi irreali. Sono bella, sono intelligente, sono dolce e alla mano con tutti. Quali problemi dovrei avere?

Ma dietro alla mia facciata, si nasconde una ragazza estremamente insicura. Del suo aspetto esteriore, del suo accento o modo di parlare, di come si muove a volte.

Fatto sta, che Will affronta tutto. Ogni cosa senza demordere, concentrandosi esclusivamente su di sé e su suo figlio. Cosa che io non ho mai fatto.

E’ da una vita che mi pervade la perenne sensazione di essere diversa. Ok, sono nata giù e vivo al Nord, ho un accento diverso, modi di vestire diversi, a volte chi mi segue sui social vede che posto foto a mo’ di modella o di egocentrica. Ma ciò non mi rende diversa da niente e nessuno. Non sono mai stata in grado di guardare i miei nemici negli occhi e dire loro “Ma tu, da me, che cosa vuoi?”. Imparerò mai a farlo?

Nei miei 26 anni, ho sempre ed esclusivamente pensato agli altri. A cosa pensassero di me, se fossero felici, se fossero arrabbiati. Le mie necessità sono sempre venute in secondo piano.

Piano, piano, con un grosso lavoro interiore, sono sicura che diventerò una persona più sicura, con solide fondamenta. Che imparerà a guardarsi allo specchio con orgoglio e senza paura. Senza dipendere dall’approvazione altrui. E se penso a quel giorno, non vedo l’ora, spero arrivi al più presto possibile.

A 26 anni, non ce la faccio più a rimanere incastrata nel mondo dei bambini, ho bisogno, un assoluto bisogno di saper crescere e di imparare a difendermi dai bastardi/e.

Spero possiate farlo anche voi,

Laura

 

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Non prendere le cattive abitudini degli altri.

Buonasera!

Come state?

Stasera voglio condividere un altro prezioso pensiero con voi.

Non smetterò mai abbastanza di essere grata e contenta di questo blog, di questo posticino in cui posso condividere le mie idee e i miei pensieri con voi. Se poi vi fa stare meglio, è una soddisfazione in più! Ma non è tanto per questo che lo faccio, quanto perché per tanto tempo ho cercato un posticino tutto per me, in cui poter parlare, essere letta, ascoltata, e finalmente l’ho trovato 🙂

Tengo costantemente sotto d’occhio chi mi scrive o i miei followers perché voglio il più possibile avvicinarmi a più persone, aiutare il maggior numero di persone possibili. So che a volte sono poco concreta, ma è un desiderio che nasce dal mio cuore, come ogni cosa che dico, penso o scrivo.

Quando mi sono laureata – ebbene sì, alla fine ce l’ho fatta!! – mi hanno proclamata Dottoressa in Scienze della Comunicazione. Bella soddisfazione, e i Professori hanno tenuto a dirci “Comunicate con quanta più gente possibile”. Direi che lo sto facendo, no? 🙂

Il post di stasera, nasce a seguito di un episodio.

Cosa significa non prendere le cattive abitudini altrui? Significa che per quanto male gli altri possano farti/ci, non devi permettere a queste cattive abitudini, a questi cattivi pensieri, di diventare tuoi.

Come sempre. Non sono una coach o altro, ma parlo sempre per esperienze vissute, e so che il vissuto è sempre una buona fonte di istruzione!

Faccio esempi.

Mettiamo le persone che su Fb non ti mettono mai mi piace. Questa cosa diventa talmente un’abitudine, che inizi a farla diventare tua, perché “tanto lo fanno tutti”. E’ sbagliato. E’ come nella vita reale. Se uno urla, tu urli? Se uno per prassi ignora la gente, tu fai lo stesso? Idem su Fb. Continua a mettere mi piace a chi ti piace/va, non prendere cattive abitudini degli altri! E sì, mettilo pure a quello stronzo/a lì, che di mi piace a te, non ne mette mai!

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Stasera a seguito di una mia amica, che è già diverse volte che ha la cattiva abitudine di leggere i miei messaggi e non rispondere se non il giorno dopo o giorni dopo quando ormai ho risolto il problema mi sono detta:

a) fai come lei

b) rimanerci male e fare come lei

c) lasciarla perdere, non fare assolutamente come lei, non prendere questa orrenda abitudine e se domani o dopodomani inizia a mandare messaggi come nulla fosse liquidarla con “tesoro, grazie per i tuoi pensieri, ma il problema, come avrai capito, già l’ho risolto”.

Direi che con l’opzione c, e ve la consiglio, vi riparate dalla gente un po’ troppo egoista e un po’ maleducata.

Perché dico di non prendere le cattive abitudini? Perché se io replicassi questo atteggiamento con altre persone, che figura potrei fare? Poi è molto probabile che la mia amica applichi questo comportamento solo con me, e con altre persone non faccia lo stesso, o che lo faccia un po’ con tutti, ma qui non ci interessa sapere cosa fa lei con chi, ma imparare, io in primis, a saperci rapportare in modo sano con gli altri. E non prendere le cattive abitudini altrui, è un ottimo modo 🙂

Buonanotte!

Laura

 

Vivere nella paura del Rifiuto.

Buonasera!

Il mio ultimo post risale al 10 agosto…

Dio mio ragazze, non avete idea di quante cose siano cambiate da allora! Ora, non avrei il tempo di raccontarvele, ma sappiate che vi ho pensate, ho pensato spesso al blog, e che vi voglio bene.

Stasera scrivo, perché ho trovato un messaggio sulla mail, di una nuova iscritta, che ha destato la mia attenzione sul blog.

Dal 10 agosto, ragazze, sono successe tante cose che mi portano a scrivere questo post e a chiedermi/vi, cosa bisogna fare quando si vive nella paura del Rifiuto?

Io lo so, se fossi amica vostra, sarei quella che vi/si fa tante domande, che magari vi instilla anche qualche dubbio, ma sempre nella speranza di farvi-mi vivere meglio.

Già di per sé la Paura non è mai una bella cosa. E quello che tutti ci consigliano di fare è di affrontarla. Ed è quello che consiglio SEMPRE anche io.

Non sapete quando sia contenta stasera di scrivere qui, come mi dicevo, sparisco, ma è difficile che io lasci questo posto così caldo e intimo, come una casa. Ancora ci sono tante cose che devo imparare, ma è bello essere un’allieva della Vita. E sono felicissima che sia seguita soprattutto da donne. Negli anni  – ora ne ho 26 – ho capito che so scrivere e parlare soprattutto a Voi.

Il post nasce dal fatto che io ho sempre vissuto nella paura del rifiuto, e questa paura nasce da un’altra paura, ovvero quella di non essere mai abbastanza.

Col tempo, e tuttora, lotto contro queste paure, tutti i giorni, dicendomi che non è così, e faccio il contrario di ciò che le abitudini mi consigliano e mi portano a fare. Tipo scappare, correre, nascondermi dagli altri.

Quando ero al liceo, ho subito bullismo psicologico. Sono nata in un posto e sono andata a vivere in un altro, e tuttora tutti i miei parenti sono altrove. Mi sono spesso sentita sola. Cosa fare in questi casi? Scappare? Correre? No, perché tutto sommato, posso dirmi felice. I miei mi hanno portata in un bel posto per assicurarmi una vita felice. Non perfetta, ma felice. E io non ho bisogno di essere perfetta per essere felice. Sono bella nella mia imperfezione ❤.

Faccio un esempio. Ora, se sono abituata a non rispondere subito ad un messaggio, perché tanto penso: “Non importa nulla di me a questa persona, che caspita rispondo a fare” oppure “Tanto anche se rispondo la situazione è sempre quella”, faccio il contrario di ciò che mi dicono questi pensieri. E spero che prima o poi ciò divenga un’abitudine. Questo esercizio non serve tanto a cambiare gli altri, quanto il nostro approccio nei confronti altrui, per renderci conto che non sono così importanti, ma noi, mie care ragazze, sì.

So che è difficile, ma fate in modo di invertire, sempre, il senso di marcia. Non abbiate paura, siete perfette così come siete, e se qualcuno non vi fa sentire così, fregatevene oppure invertite il senso di marcia e fategli capire che non è così o che a voi della sua opinione, non frega nulla.

Vi voglio bene,

Laura

Come riconquistare-conquistare un uomo! ♥

Carissime…

il mio ultimo post, risale al 31 maggio…quante cose sono cambiate da maggio?

Direi abbastanza!

Ho passato il mio ultimo esame e mi sto dedicando alla tesi…non è sempre facile perché è piuttosto impegnativo, tra l’altro, molte cose da leggere sono in inglese e io odio abbastanza leggere le cose così perché non sono mai sicura di aver capito bene, ma mi tocca! Se tutto va bene, e tenete le dita incrociatissime per me, ad ottobre mi laureo.

La cosa come mi fa sentire?

Bene, è ora che, a 26 anni, io inizi a dare un senso e una direzione alla mia vita. Sapete, in Giappone dare una direzione alla propria vita è molto, molto importante.

L’idea di andare a vivere sola, avere un lavoro tutto mio, sono cose che da un lato mi emozionano, da un altro mi spaventano! Ma direi che è normale, è la vita 🙂

Che cosa ho fatto in questo periodo, vi chiederete?

Ho letto tantissimo, ho iniziato un percorso di conoscenza interiore.

Tutti noi abbiamo alti e bassi, lo sapete, io sto cercando di lavorarci. A volte sono rigida con me stessa, ma sto iniziando ad accettarmi.

Ad esempio, sono una fissata dei capelli. Se non sono sempre perfetti, essendo lunghi, non sapete quanto vada in paranoia! A volte penso al perché.

Come sapete, sono nata in Calabria, nel piccolo paesino in cui sono cresciuta prima di venire a vivere a Milano, la vita scorreva molto lentamente, e non c’erano tutte le necessità che ci sono qui, tipo essere sempre perfetti e tirati a lucido. Lì le persone coltivano la terra, fanno crescere i pomodori, si godono la natura e la tranquillità. Ci si abbiglia solo per le occasioni speciali. Qui a Milano, invece è un mantra.

A volte, forse inconsciamente, il colore della mia pelle olivastra, l’accento – anche se non sempre, vivo a Milano da bambina – i capelli tendenti al crespo, mi ricordano che io non sono di qua. Però, sto iniziando ad apprezzarmi, a dirmi “Sei bellissima anche così :)”, sapete quanto la cosa mi fa stare bene? Benissimo.

Ho letto tantissimi libri sulle relazioni. Sono selettiva, questo lo so. Purtroppo sembra che i ragazzi se non possiedono delle determinate caratteristiche, io non li noti neppure.

In questo periodo, dopo il mio ex, sono uscita recentemente anche con un ragazzo e sono nati dei baci. Ma non è il mio tipo.

Che cosa ho letto circa le relazioni?

Beh, che le donne devono farsi desiderare, e ho sperimentato la cosa sul campo.

Vi spiego. Quello che rende le donne appiccicose, è l’insicurezza, il fatto di non sentirsi abbastanza, bella, istruita o altro. Che cosa porta essere appiccicose? A non essere indipendenti.

Secondo voi, perché nella vita è importante essere indipendente? Perché se io un giorno ho voglia di andare al mare, posso prendere la macchina, e andare a fare un bagno, senza sentirmi in colpa e soprattutto senza dover dipendere da qualcuno.

Osservo mia mamma, lei è scesa giù da luglio. Non avendo né papà, né la macchina, va poco al mare, e passa la maggior parte del tempo a pulire. Non è contenta. Io mamma avrei voluto vederla più felice, più indipendente, ma la mentalità che la porta a dipendere da un uomo l’ha resa così. Io penso che mamma sia una bella donna, intelligente, combattiva. Mi ha sempre esortato a studiare e trovare lavoro poiché “senza istruzione cosa credi di fare e di trovare? Senza uno stipendio, da chi credi di dipendere?” ma poi si comporta così e so che non dipende da lei, ma non è un buon esempio.

Dipendere economicamente da un uomo, secondo voi, vi rende rispettabili ai suoi occhi? Ok, so che c’è il mito “Piccola, penso io a te”, ma parliamo chiaro, ho conosciuto un ragazzo che mantiene la fidanzata da 6 anni e la tradisce dicendo “Mi ha rotto i coglioni, è attaccata alle mie palle”. Ecco, cosa porta dipendere economicamente da qualcuno. Ok, non saranno tutti così, ma la dipendenza va bene solo quando sei un bambino.

Essere desiderate significa che non vi mettete a cercare sempre voi un uomo, ma che è lui a venirvi a cercare. Perché lo dico? Perché ci sono passata. Quando cerco io un uomo, è perché a lui non interesso. C’è poco da fare, ma questo non è negativo, anzi, pone le donne in una situazione di vantaggio. Non chiama? Ok, avanti il prossimo. Mica è negativo! 🙂

Come sapete, a fine marzo mi sono lasciata con il mio ex. Io sono pessima con le rotture, perché tendo ad attaccarmi moltissimo. Il fatto è che sono figlia unica, vivo a Milano con i miei, spesso papà è via, con mamma parlo poco e comunque non ho un buon rapporto, e i parenti sono quasi tutti a Roma. Insomma, sì, non è facile per me, lo potete intuire. Faccio fatica a fare amicizia, non perché abbia chissà quale problema, ma perché la maggior parte della gente è superficiale, o tende ad attaccarsi credendo che tu possa risolvergli i problemi.

Dopo marzo, ho passato aprile a cercare di distrarmi e maggio, a non pensare che fosse rapidamente tornato con la ex. Giugno abbiamo preso ad uscire come amici, ma quando ho intuito che la cosa mi stava stretta, ho capito che così non poteva andare avanti.

Sapete, io ho un po’ appiccicato addosso, il ruolo della brava ragazza. Vuoi per l’educazione molto rigida e del sud in cui non ho mai potuto sgarrare e comunque, mi sono dovuta sempre fare il mazzo e grosse discussioni per fare qualsiasi cosa (da qui la mia tendenza a non essere superficiale e a non capire e far fatica a legare con i ragazzi e le ragazze abituati dai genitori ad avere tutto subito). Quindi sono spesso, come capita alle brave ragazze, stata data per scontata. Lei è lì, perché impegnarmi.

Ok, a giugno ho capito che sono bella, sono intelligente, e nessuno doveva affibbiarmi quel ruolo se io non lo volevo. Allora cosa ho fatto? Cosa secondo voi attira un uomo? Non tutti, ma la maggior parte? Ho iniziato a vestirmi come volevo io, forse per attirare l’attenzione, ma avevo voglia di tirare fuori quel lato che mamma mi ha sempre negato “sembri una poco di buono”. Ben venga, mamma, sperimentare la sessualità e anche quel lato! Il mio ex ha iniziato a guardarmi con occhi diversi. Tant’è che a luglio, ha lasciato la ex e abbiamo iniziato questa relazione di “scopamici”. Attenzione, non è che dico che una ragazza debba fare così, per riprendersi un uomo. Ma io conoscevo lui, la sua ex l’ha sempre odiata, la madre di lui odiava me e so per certo che l’abbia influenzato nel rimettersi con lei, insomma era un rimpiazzo, e gli ho sempre detto di fare chiarezza nel suo cuore prima di iniziare questa cosa con me.

Verso la fine di luglio-inizi di agosto, la situazione degli scopamici ha iniziato a starmi stretta, e ho passato le mie serate a leggere libri per capire come mai incappassi regolarmente in uomini che non vogliono storie! Cosa c’è di sbagliato? Anzi, cosa trasmetto e in che modo mi pongo per attirare uomini così? Ok, mio padre è sempre stato un uomo assente, ci sta che trovi uomini poco propensi a impegnarsi, è un dato di fatto. Ma se volessi modificare la cosa?

Innanzitutto, uscite. Io mi sono sempre fatta problemi nei periodi di singletudine ad uscire con ragazzi vari, anche se magari quello con cui uscivo non mi piaceva, perché mamma mi ha sempre detto che trovato uno devi tenerlo a forza (un po’ come ha fatto lei con papà). Nulla di più sbagliato. Rischi di condannarti a una vita infelice. Mi dite perché dovremmo condannarci a una vita infelice? Davvero ci amiamo così poco da scegliere di stare con una persona che non ci piace? E davvero crediamo che una che ci piace non possa arrivare? Rifletteteci.

Quando iniziate a uscire, vi rendete meno dipendenti dall’ex di turno. Perché conoscete altre teste, capite che ci sono altre opportunità e assillate meno.

Dopo aver capito ciò, ho contattato Madeleine H., di cui vi consiglio di leggere i suoi libri. Mi ha veramente aperto gli occhi, in sostanza, come dettomi anche da una mia amica, non è che non gli piacessi, ma questa storia della brava ragazza e del rendermi sempre disponibile, mi aveva resa scontata ai suoi occhi. Cosa dovevo fare? Cambiare le regole. Non essere sempre disponibile, dargli buca ogni tanto. Ma sempre con un sorriso!

Direi che Madeleine aveva ragione perché ha addirittura iniziato a farmi delle scenate di gelosia! Non so come si metterà la cosa, ma ho individuato il mio punto debole e che ora analizzerò con voi perché magari torna utile a qualche ragazza.

A volte, nella riconquista ma anche conquista di un uomo, devi munirti dell’arma detta PAZIENZA. Cosa vuol dire? Devi far passare tempo! Lo so che alcune di noi, io soprattutto, all’idea muoiono. “Oddio e se mi scorda, oddio e se ne trova un’altra”. Io dico: voi siete sempre voi stesse? Date il meglio? (Senza strafare) e allora di che cavolo vi preoccupate? Secondo voi ha senso stare con una persona con cui dovete fingere invece di essere voi stesse? Avete provato la beatitudine di stare con qualcuno essendo 100% voi stesse? Provatelo, e non tornerete indietro neanche per 50 stronzi messi insieme. Fidatevi, e se non funziona siete autorizzate a mandarmi a cagare ahah!

Io mi sto allenando in questo. Pazienza significa che la mia vita se non lo sento non si sconvolge. Mi può sconvolgere un uragano, che la mia casa vada in fiamme, perdere una persona cara. Ma siamo realisti, non sentire qualcuno, mettiamo per un mese, è grave? Dai, no, e se dite sì, non siete realmente passate per i problemi e per la sofferenza. E’ solo bisogno. Il bisogno è MALE. Il desiderio è BENE. Il bisogno ti fa dire “Ora senza lui muoio”. Il desiderio “Cavoli, vorrei sentirlo, ma se non lo sento non morirò mica”. Conviene allenarsi all’arte della pazienza, allora, non credete? Anche perché imparato questo trucchetto, ovvero immaginarsi il tizio in questione come non così fondamentale alla nostra sopravvivenza, si alleggeriscono anche tanti altri campi!

Ebbene, vivete, tranquille, sappiate aspettare. I risultati, se praticate anche l’arma della gentilezza, arriveranno 🙂 Siate fiduciose!

Un abbraccio,

Laura

Ci vediamo un giorno di questi.

Ciao!

Mi rendo conto che scrivo davvero dopo un sacco di tempo…

Questo periodo è allucinante, mi sento piuttosto presa, l’8 giugno ho un esame, se va bene, è l’ultimo e poi posso dedicarmi alla tesi…sto facendo un sacco di sacrifici, spero vada bene perché ormai sono giunta al limite, voglio finire, voglio finire davvero.

Per il resto, ho trovato un lavoretto forse per questa estate, o forse due, l’importante, come sempre, è desiderarle davvero le cose, poi arrivano 🙂

E io? Io sto cambiando un sacco. Inizio lentamente a sentirmi più matura, meno dipendente dagli altri. Ho capito/sto capendo, che non si può sempre fare affidamento sugli altri. Ognuno ha i suoi problemi, le sue cose. Qual è la chiave per capire se sono giuste le persone a cui ci affianchiamo? Non c’è una chiave. C’è la lealtà, c’è il dare fiducia, e non pensare sempre storto, ma più d’ogni altra cosa, ci siamo noi stessi, come ci sentiamo noi, non sentirci sempre male e sfiduciati se le cose non vanno come previste.

Vi consiglio un libro per Giugno: Mi dicevano che ero troppo sensibile di Federica Bosco. Le ho anche scritto un messaggio su Facebook dopo aver letto le interviste super interessanti su questo libro e mi ha detto di non disperare, che lei ha capito a 40 anni suonati che essere sensibili non è necessariamente una cosa brutta, e che anche noi sensibili abbiano la nostra ragion d’essere in questo mondo. Oggi ho finito di leggere un altro suo libro “Ci vediamo un giorno di questi”. Vi dico solo che alla fine ho pianto come un’imbecille e ho capito cosa intende lei dicendo “che anche le persone sensibili hanno la loro ragion d’essere”, perché meno male che c’è una scrittrice/persona come lei capace di darti certe emozioni.

Un abbraccione,

Laura

Realtà…

Ciao!

Scusate davvero se in questo periodo non sto scrivendo molto, ma sto apportando davvero tanti cambiamenti alla mia vita…

Sto lavorando tantissimo su me stessa. Tutte le cose che sono successe in questo periodo, mi hanno convinta di una cosa, devo necessariamente crescere. Spesso, anzi spessissimo, mi piace fare la bambina, anzi, non mi piace proprio crescere, mi piace essere cullata e restare piccolina, ma in questi giorni, mi sono resa conto che così non può andare.

Sto cercando di comportarmi da ragazza matura, di assumermi le mie responsabilità, di studiare, di stare meno attaccata ai social a fare la diva o a farmi i selfie, ecc, a vivere di più la quotidianità, a confrontarmi con la realtà, e necessariamente ho un po’ abbandonato questo spazio. Sono contenta delle persone che ho avuto modo di conoscere qui, e non è un addio, anzi, magari tornerò in vesti nuove. Ma i social, la vita fittizia non possono prendere il posto della realtà.

Vi auguro una buona serata 🙂

La Vostra Laura

Relax…

Buongiorno!

Stamattina, mi sono svegliata molto tranquilla, con una sensazione di pace addosso…nonostante il ciclo! Che tra l’altro, mi è arrivato in anticipo o.O ultimamente mi sta sballando ogni cosa, vabbè.

Sarà anche la giornata di relax e pace, dato che possiamo stare a casa e rilassarci, sono contenta 🙂 Anche perché da domani riprendo sotto con lo studio 🙂

Ieri, presa com’ero stata, dal documentario di Avicii, mi sono scordata di dirvi, che ho visto una mia compagna di corso, quella che sì, aveva partecipato al programma per diventare velina, ecc. Ci siamo trovate bene e ieri sera mi ha messo anche un commento a una foto.

Ultimamente, sto davvero cercando di fare amicizia, non so neanche come mi pongo, mi sono solo detta di essere me stessa, e che va bene, voler fare bella figura, dare il meglio ed essere leale, ma non devo perdermi nel far ciò. Quindi, quando vedo che qualcosa non mi fa star bene, la evito. Con lei comunque è andata bene, e piuttosto che pranzare sempre sola, almeno ho avuto compagnia. 🙂

Questa nuova Laura, non la conoscevo. E’ in grado davvero di fare tantissime cose. Continuo a non essere sempre capita, è normale, sono molto complessa, ma le persone percepiscono che sono un’anima buona. Poi chi vuol davvero conoscermi, deve avere un’anima buona come la mia, sensibile, altrimenti è difficile che si possa andare oltre un “ciao, come va”.

E voi? Tutto bene? Come vi vanno le cose?

Oggi pomeriggio, forse esco con una mia compagna delle elementari! Non ci vediamo da anni! Però è una brava ragazza, ed  è quello che sto cercando ultimamente dalle amiche. Ho sempre avuto amiche opposte, e siccome volevo loro bene, me le sono sempre tenute, ma quando sei troppo differente, alla lunga la cosa scoccia e le amicizie finiscono. Infatti, ricordate l’amica con cui avevo avuto quella litigata riguardo al ragazzo che le piaceva? Ne avevo scritto in un post. Ebbene, qualche giorno fa, mi ha chiamata per dirmi che era da tempo che voleva porre fine alla nostra amicizia,  e dice che no, non è per quel che è successo con il ragazzo, ma lo pensava da tempo, e quando pensava di chiudere con me, stava bene. Neanche le avessi fatto chissà che, che una deve tirare un sospiro di sollievo! Ma la capisco, e come le ho detto, la cosa non mi ha assolutamente sconvolta (come lei, essendo narcisa, si aspettava), ma anzi, me lo aspettavo, perché con lei io non andavo d’accordo già dal liceo. Io studiavo, lei aveva mollato la scuola per fare festa, ubriacarsi, finire in ospedale ed andare ogni giorno con tizi diversi. Già all’epoca, diverse persone mi dicevano “ma perché non ti cerchi una persona più simile a te?”. Quindi, è stata la naturale conclusione ad una cosa che già da anni, non andava più. Mi chiederete “perché?”, perché, la maggior parte delle persone che ho conosciuto ultimamente, ha la tendenza, come lei, a reputarsi migliore degli altri. E’  naturale che quando la pensi così, e un’altra persona prova a dirti qualcosa, tu la prendi in odio, perché pensi di avere sempre ragione e che nessuno debba contraddirti! Sono le classiche reazioni di chi è troppo viziato. Quindi fanno un po’ così “con o senza di te è uguale, tanto a me importa solo di me stesso, a maggior ragione che neanche mi idolatri come un santo, puoi sparire”. Sono abituatissima, ogni giorno incontro persone così!

Ad ogni modo, non mi importa di chi non vuole ricevere e dare amore, ho problemi più importanti. Domenica scorsa, ad esempio, un ragazzo giapponese (ha 40 anni), studia fotografia, mi aveva chiesto se potevo fargli da soggetto e scattarmi delle foto. Ho accettato, sono un po’ vanitosa, quindi va bene. Mi sono divertita, devo essere sincera. Poi lui è molto a modo, a mo di giapponese, quindi mi sono trovata bene. Ultimamente ci scriviamo, e ok che è presto e tutto, però non lo so, percepisco qualcosa. Sto cercando di vivermela, senza farmi troppe paranoie.

E voi? Come passerete questa giornata?

Un bacio

Laura